Contro il ferro

scritto da Mudita
Scritto Ieri • Pubblicato 21 ore fa • Revisionato 21 ore fa
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Un racconto flash ispirato alla lotta tra galli in Indonesia. Una breve storia sulla prigionia, sull’attesa e su una libertà che forse non esiste.
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Testo: Contro il ferro
di Mudita

Il mondo finisce sempre contro il ferro. Un ferro affilato e profondo. Finisce lì e ricomincia tra sbarre di vimini che stringono.
La luce entra a tagli quadrati. Brucia. Il mondo è fatto a pezzi.                  
Ci sono voci. Canti lontani, forse templi. Strilli vicini. Sono altri come me.

Oggi è diverso. Lo sento nel tocco dell’umano. Sento le sue mani più lente.
Mi pulisce. Mi accarezza. Il cibo, più del solito e più ricco, mi pesa nello stomaco.

Altri umani. Mani nuove. Ridono. L’aria sa di mattino. Ma è un mattino diverso. Ci sono ombre poi luci, su tutte la luce del sole che si riflette sul terreno. Sento il terreno, continuo a spostare il peso da una parte all'altra. L’umano lo percepisce, continua ad accarezzarmi.

Polvere. Poi altri canti. Polvere e fumo, un mozzicone di sigaretta a terra.

Il corpo percepisce qualcosa di estraneo, qualcosa di affilato. Qualcosa legato a me, quasi fosse parte di me adesso.

Le mani sanno. E io?

Non ci sono più sbarre di vimini. Sono fuori adesso, in quel piccolo spiazzo all’angolo di strada.

C’è un vecchio tempio costruito attorno un immenso albero. Per qualcuno è giorno di celebrazione.

Sono fuori adesso.

Le mani mi trattengono e continuano ad accarezzarmi, ma è un tocco diverso. Gradualmente più intenso.

Sento l’intensità, la posso annusare. Sento un altro come me in procinto di arrivare. Posso annusarlo dalla distanza. Muovo polvere.

Sono fuori. Sarà contro il ferro che il mondo finisce.

 

 

 

Contro il ferro testo di Mudita
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